La riconvenzionale in mediazione per superare la condizione di procedibilità

 Tribunale di Verona, ordinanza 21.02.2017 – Est. Vaccari.

Commento a cura dell’avv. Guido Trabucchi. L’art. 5, comma 1 bis, d. lgs. 28/2010 prevede la mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

Tale previsione è da intendersi idonea a ricomprendere qualsiasi domanda cumulata oggettivamente o soggettivamente nel giudizio, come la domanda riconvenzionale che non sia stata discussa in mediazione.

Al fine di rendere proficuo l’esperimento della fase conciliativa è opportuno demandare alla mediazione tutte le domande, anche quella non soggetta.

Mediazione necessaria se la proposta del giudice viene rifiutata

 Tribunale di Torino, ordinanza 07.11.2016 – Est. Di Capua.

Commento a cura dell’avv. Massimiliano Paolettoni. Nella proposta conciliativa ex art. 185 bis cpc, il giudice può indicare alle parti che qualora la proposta non venga accettata, sarà disposta la mediazione ex officio iudicis, la cui condizione di procedibilità della domanda giudiziale si riterrà soddisfatta soltanto se nel primo incontro le parti svolgeranno effettivamente il tentativo di mediazione.

Il termine per l’avvio della mediazione è perentorio

 Tribunale di Cagliari, sentenza 08.2.2017 – Est. Tamponi.

Commento a cura dell’Avv. Giuseppe Ruotolo. Il termine di quindi giorni per la presentazione dell’istanza di mediazione ha – in ragione della sua funzione e delle conseguenze decadenziali – natura perentoria, così che dal suo mancato rispetto consegue la necessità per il giudice di emettere una pronunzia di rito contenente la declaratoria di improcedibilità del processo.

Mediazione necessaria dopo l’accertamento tecnico preventivo

 Tribunale di Verona, ordinanza 19.01.2017 – Est. Vaccari.

Commento a cura dell’Avv. Aldo Corcioni. Lo svolgimento dell’accertamento tecnico preventivo non esonera le parti dall’avviare la mediazione civile obbligatoria, a maggior ragione quando l’atp non ha riguardato l’intera materia del contendere.

Al fine di favorire la finalità conciliativa della nuova fase conciliativa è opportuno anche demandare la mediazione sui profili sui quali essa si è già svolta

L’opponente deve avviare la mediazione

 Tribunale di Verona, sentenza 22.11.2016 – Est. Abbate

Commento a cura dell’Avv. Guido Trabucchi. Quando l’ordinanza di rinvio in mediazione nulla dispone sulla parte onerata, l’obbligo di avvio deve intendersi posto sulla parte opponente, secondo l’insegnamento della giurisprudenza della Suprema Corte (v. Cass., Sez. 3, n. 24629 del 03/12/2015).

Non risultando l’avvio come ordinato dal giudice, ne deriva l’improcedibilità dell’opposizione e la conferma del decreto opposto.

In mediazione è obbligatoria la presenza personale della parte

 Tribunale di Napoli Nord, ordinanza 17.01.2017 – Est. Marrazzo.

Commento a cura dell’Avv. Elisa Fichera. L’ordine con cui il giudice dispone l’avvio della mediazione è da ritenersi osservato soltanto nel caso di presenza della parte (o di un di lei delegato) accompagnata dal difensore, e non anche in caso di comparsa del solo difensore, anche quale delegato della parte.

Se la mediazione è svolta con la sola presenza del legale, il giudice è tenuto a dichiarare la improcedibilità della domanda giudiziale.

La parte deve affrontare la mediazione con impegno e serietà

 Tribunale di Pavia, sentenze 20.01.2017 – Est. Marzocchi.

Commento a cura della Dr.ssa Mara Pistore. Secondo la prevalente giurisprudenza di merito non può considerarsi realizzata la condizione di procedibilità se la mediazione demandata si è fermata all’incontro preliminare informativo, al quale la parte onerata non ha regolarmente partecipato, né ha giustificato la sua assenza con il richiamo ad ostacoli oggettivi che le hanno impedito di partecipare alla procedura.

Il comportamento del legale rappresentante della parte chiamata in mediazione, che dichiara di essere disponibile a tentare di risolvere l’intera vicenda al di fuori della stessa procedura, istituita appunto per tale scopo, dimostra di non considerare la mediazione con sufficiente impegno e serietà, ma, di ritenerla invece un inutile e costoso adempimento burocratico da assolvere con la semplice presenza avanti al mediatore del difensore munito di procura e per un semplice incontro informativo. Sintomo, questo, del comportamento della parte che sottovalutando la mediazione, abusa invece del processo, ed a cui consegue inesorabilmente la dichiarazione di l’improcedibilità della domanda giudiziale

La lite sulla divisione di un immobile è opportuno risolverla in mediazione

  Tribunale di Siracusa, ordinanza 11.10.2016 – Est. Muratore.

Commento a cura dell’Avv. Simone Tagliaferro. Nel giudizio di divisione relativo ad un unico immobile non comodamente divisibile, il giudice può invitare le parti ad esperire la mediazione per evitare che la causa si concluda con la vendita dell’immobile all’asta, con conseguenti maggiori esborsi di denaro per le parti e il rischio di mancato reperimento di acquirenti del bene.

Nel caso in questione, secondo quanto precisato dal giudice, le parti devono avere ben chiaro che la mediazione deve essere esperita effettivamente per evitare la improcedibilità della domanda, e il mediatore deve formulare una proposta anche in assenza di congiunta richiesta dalle parti.

Riconvenzionale del convenuto soggetta a mediazione

 Tribunale di Bari, ordinanza 28.11.2016 – Est. Fazio.

Commento a cura del Dr. Fabio Felicini. La condizione di procedibilità si applica anche alla domanda riconvenzionale spiegata dal convenuto, su una questione che rientra tra le materie obbligatorie ex art. 5 d.lgs. 28/2010. Nella mediazione delegata il giudice suggerisce al mediatore le questioni su cui puntare maggiore attenzione (“i termini della conciliazione”), avverte le parti che devono presentarsi personalmente e che l’assenza ingiustificata può avere le conseguenze previste dall’art.96 comma 3 cpc.