E’ inefficace la mediazione svolta presso l’organismo incompetente per territorio

 images Tribunale di Napoli, sentenza 14.03.2016

Commento a cura dell’avv. Giuseppe Ruotolo. La domanda di mediazione va presentata  presso un organismo nel luogo del giudice competente territorialmente per la controversia ed il termine per il deposito è da intendersi perentorio. Ovviamente, trattandosi di norme legate alla mera competenza territoriale, le parti – se tutte d’accordo – possono porvi deroga rivolgendosi, con domanda congiunta, ad altro organismo scelto di comune accordo. Se la domanda di mediazione è invece presentata unilateralmente e dinanzi ad un organismo che non ha competenza territoriale, non produce alcun effetto. (v. sul punto Tribunale di Milano, sez. IX 29/10/2013)..

Nel caso in questione all’interno di un procedimento per la convalida di sfratto, il giudice disponeva l’avvio della mediazione e la parte depositava l’istanza presso un oganismo incompetente per territorio. Rilevato l’errore, il giudice dichiarava la improcedibilità del giudizio a cognizione piena precisando che in tal caso l’ordinanza provvisoria di rilascio diventa definitiva.

 

Compagnia assicurativa condannata per non aver partecipato alla mediazione

images  Tribunale di Torre Annunziata, sentenza 07.05.2016

Commento a cura dell’avv. Guido Trabucchi. La Compagnia Assicurativa che non partecipa al procedimento di mediazione senza alcuna giustificazione né contesta la ritualità della sua convocazione, ai sensi dell’art. 8 comma 5 d.lgs. 28/2010, viene condannata al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio.

E’ conforme alla costituzione e al buon senso l’interpretazione che ritiene necessario il superamento del primo incontro informativo

images Tribunale di Roma, sentenza 28.04.2016

Commento a cura dell’avv. Giuseppe Ruotolo. Le parti devono andare oltre il primo incontro di mediazione non avendo alcun diritto potestativo ad evitare la mediazione ordinata dal giudice.

La sola ipotesi che può impedire il superamento del primo incontro è la sussistenza di concreti impedimenti all’effettivo esperimento della procedura, ed è per contro da escludere che tale impossibilità possa coincidere con la mera volontà delle parti di non dare inizio alla mediazione.

Sono le conclusioni a cui giunge una interessante sentenza del Tribunale di Roma, che aderendo al filone giurisprudenziale sviluppato dal Tribunale di Firenze con la celebre ordinanza del 17.3.2014, ha sanzionato con la improcedibilità del giudizio l’atteggiamento delle parti che avevano chiuso negativamente il verbale del primo incontro per assenza dei presupposti di un accordo.

Secondo il giudice capitolino, partendo dalla distinzione tra mediazione descritta dall’art. 1 della relativa legge, che presuppone la fattiva attività professionale di supporto alle parti ad opera di un soggetto terzo ed imparziale qual è il mediatore, e la nozione di primo incontro informativo, la legge ha posto come condizione di procedibilità della domanda giudiziale che venga esperita la mediazione, da intendersi la procedura di cui all’art. 1 della legge, mentre l’incontro informativo, al di là della sua imperfetta formulazione normativa, non è la mediazione, ma solo una fase preliminare ad essa, la cui funzione è peraltro conosciuta dalle parti per il tramite dei rispettivi avvocati.

Ricomposto l’esatto significato della mediazione è chiaro che limitarsi allo svolgimento del solo primo incontro informativo non rimuove, salvo il caso di effettiva impossibilità a proseguire, l’improcedibilità della domanda conseguente al mancato esperimento della mediazione.

Ovviamente una interpretazione di tal genere apre le porte alla facile obiezione secondo cui una mediazione imposta sarebbe contraria alla costituzione, sostanziandosi in una coercizione nei confronti delle parti che non intendono procedere oltre il primo incontro.

Tale opinione, che rimanda ai dubbi di costituzionalità della mediazione obbligatoria, non è condivisa dal giudice, poiché dal punto di vista sostanziale le parti che partecipano all’incontro di mediazione sono del tutto libere di accordarsi, mentre dal punto di vista temporale la durata della procedura è di soli tre mesi e non incide sul diritto di accesso alla giustizia.

Sulle conseguenze della condotta contraria alla ratio della mediazione, il Tribunale precisa poi che queste sono diverse a seconda del soggetto che si oppone alla sua prosecuzione e alle motivazioni riportate a verbale.

In mancanza di qualsiasi dichiarazione sulla ragione del rifiuto a proseguire nel procedimento di mediazione, che le parti possono richiedere di verbalizzare liberando in tal modo il mediatore dall’obbligo di riservatezza, tale rifiuto va considerato non giustificato e quindi la mediazione non esperita.

Se invece, a voler procedere è il solo istante e purché tale volontà emerga dal verbale, non si avrà l’improcedibilità della causa, bensì, la sola applicazione delle sanzioni di legge a carico del convenuto che si è opposto senza una reale giustificazione (pagamento di una somma pari al contributo unificato e, sussistendo i presupposti, l’art. 96 III comma cpc).

L’assenza di un concreto confronto fa ritornare le parti in mediazione

images Tribunale di Siracusa, ordinanza 11.04.2016

Commento a cura dell’avv. Aldo Corcioni.  Lo svolgimento della mediazione presuppone un momento di reale discussione tra l’istante, il convenuto e il mediatore.

Se dal verbale negativo del primo incontro emerge chiaramente l’assenza di un effettivo confronto tra le parti sulle questioni litigiose, la procedura non può intendersi correttamente esperita, né superata la condizione di procedibilità.

Se non sussistono impedimenti di rito le parti devono entrare nel merito della mediazione

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 Tribunale di Siracusa, ordinanza 30.03.2016

Commento a cura dell’avv. Guido Trabucchi.  La mediazione effettivamente esperita presuppone un confronto serio e concreto tra le parti e il mediatore.

Per non svuotare di significato il complessivo dettato normativo voluto dal legislatore della mediazione che ne prevede la sua obbligatorietà, il Tribunale di Siracusa ritiene che durante il primo incontro le parti devono limitarsi ad esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura, vale a dire sulla eventuale sussistenza di impedimenti all’effettivo esperimento della mediazione e non invece sulla volontà di proseguire, poiché così facendo si lascerebbe al libero arbitrio delle parti la possibilità di neutralizzare l’efficacia della norma.

Il giudizio è improcedibile se l’attore non si presenta in mediazione

images Giudice di Pace di Nocera Inferiore, sentenza 16.03.2016

Commento a cura del dott. Fabio Felicini. L’ordine del giudice che invita le parti ad esperire la mediazione non può ritenersi rispettato se l’attore non si presenta al primo incontro.

Per queste ragioni il Giudice di Pace di Nocera Inferiore ha dichiarato l’improcedibilità della domanda di risarcimento danni avanzata dall’attore nei confronti della convenuta per un presunto caso di diffamazione, non appena è emerso dal verbale che l’istante non aveva partecipato al primo incontro di mediazione e senza alcuna giustificazione.

Da segnalare che la pronuncia si ispira ad un costante orientamento giurisprudenziale secondo cui “l’ordine del giudice è da ritenersi osservato soltanto in caso di presenza della parte (o di un di lei delegato), accompagnata dal difensore e non anche in caso di comparsa del solo difensore, anche quale delegato della parte” dal momento che “l’attività che porta all’accordo conciliativo ha natura personalissima e non è delegabile” (Tribunale di Vasto, 09.03.2015).

La mediazione è una attività personalissima non delegabile al difensore

images Tribunale di Modena, sentenza 02.05.2016

Commento a cura dell’avv. Massimiliano Paolettoni. La partecipazione in mediazione costituisce attività personalissima che la parte non può delegare al difensore, pena la pronunzia di improcedibilità della domanda, non ritenendosi in tal caso espletata la procedura compositiva e di conseguenza assolta la condizione di procedibilità.

A tali conclusioni giunge il Tribunale di Modena, che preso atto della mancata presenza delle parti durante la mediazione nella quale avevano presenziato i soli avvocati, disponeva per un nuovo incontro di mediazione (Trib. Vasto 9 marzo 2015; Trib. Pavia 9 marzo 2015; Trib. Firenze 19 marzo 2014).

Assenza in mediazione, il giudice sanziona la parte

images Tribunale di Belluno, sentenza 08.04.2016

Commento a cura dell’Avvocato Guido Trabucchi. Il comportamento della parte assente ingiustificata in mediazione è valutabile ai fini dell’applicazione della sanzione prevista dall’art. 8, D. Lgs. n. 28/10, che prevede la condanna al pagamento dell’importo corrispondente al contributo unificato.

Assistenza dell’avvocato in mediazione e determinazione dei compensi secondo il D.M. 55/2014

images Tribunale di Verona, sentenza 29.10.2015

Commento a cura dell’avv. Aldo Corcioni. Il compenso dovuto all’avvocato per l’attività di assistenza prestata nel corso della mediazione va liquidato autonomamente rispetto all’attività giudiziale e secondo i parametri di cui al D.M. 55/2014, poiché si tratta di una attività con autonoma rilevanza rispetto a quella di difesa svolta nel giudizio (art. 20 decreto cit.).

L’eccezione di improcedibilità per mancato svolgimento della mediazione va sollevata nella prima udienza

images Tribunale di Verona, sentenza 08.03.2016

Commento a cura dell’avv. Giuseppe Ruotolo. Nel caso di omessa mediazione, la parte convenuta che intende invalidare la domanda giudiziale, deve sollevare l’eccezione di improcedibilità a pena di decadenza non oltre la prima udienza, ex art. 5 d.lgs.28/2010.

Entro e non oltre la stessa udienza la stessa eccezione può essere rilevata d’ufficio dal giudice.